Imprevisti e Probabilità

IL BAMBINO CHE VERRÀ
uno spettacolo della COMPAGNIA TEATRALE IMPREVISTI E PROBABILITÀ
Con Soledad Agresti e Raffaele Furno
Testo di Soledad Agresti
Regia di Raffaele Furno

SINOSSI | Due, ma potrebbero essere uno. Eppure sono due.
NOTE DI REGIA | Due figure in scena. Sembrano gemelli. Forse perché sono vestiti nello stesso identico modo, con un tessuto che li fa assomigliare ad una carta da parati, o ad un inutile suppellettile passata di moda. Ma a volte sembrano uno, questi due. Perché si immergono l’uno nell’altro, si intrecciano fino a che le gambe dell’uno sono le gambe dell’altro, le braccia dell’uno sono le braccia dell’altro, il torso dell’uno è il torso dell’altro. Forse una leggera differenza tra questi due esiste, nonostante il loro vestiario, nonostante il loro essere gemelli. Uno è maschio, l’altro è femmina, dovrà pure esserci una differenza. Uno è dominante, l’altro è dominato, dovrà pure esserci una differenza. Ma non c’è equazione tra maschio = dominante, femmina = dominato, potrebbe essere l’opposto. A ben guardare poi, questi due non sono affatto inutili. Anzi. Sono molto operosi queste due figurine un po’ caricaturali, un po’ grottesche, un po’ paradossali. Operosi perché costruiscono muri, spingono complicati marchingegni, producono energia, raccolgono cibo, ma soprattutto in cuor loro e nei loro dialoghi aspettano. Aspettano un salvatore, un redentore, nella forma di un bambino che li solleverà finalmente da tutte queste gravose quotidiane incombenze di costruire muri, spingere marchingegni, produrre energia. E se il bambino che verrà non venisse? O se fosse monco e menomato allora chi aiuterebbe questi due gemelli a lavorare?

Il bambino che verrà

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