Esposti

ESPOSTI
[e-spó-sto] agg., s.

  • Posto, collocato verso un determinato punto cardinale: e. a SUD
  • Messo in mostra
  • Abbandonato ai rischi
  • Trovatello, fanciullo abbandonato, figlio di ignoti affidato alla pubblica assistenza e ricoverato in brefotrofi
  • Quanto è narrato, elencato, in una petizione, in un memoriale o simili

Metterci a nudo per ciò che siamo, per quello che abbiamo da dare e da dire.
Non possediamo altre armi che i nostri corpi e le nostre parole.
Siamo Esposti perché non abbiamo riparo, non siamo al sicuro, come i bambini abbandonati nelle Ruote, come la merce in vetrina.

Gli Esposti, formati da Valentina Carbonara e Ciro Esposito, partecipano a Sciapò con lo spettacolo “ROSA NURZIA

ROSA NURZIA (PENA DE L’ALMA)
uno spettacolo della COMPAGNIA ESPOSTI
di e con Ciro Esposito
regia di Valentina Carbonara
elementi di scena di Monica Costigliola

SINOSSI | “Rosa Nurzia” è l’attimo prima della fine. È un’esplosione bloccata, come in una foto, dove per vedere il seguito è necessario ascoltare.
NOTE DI REGIA | Dalle parole di Rosa dipende tutto.
Se non racconta, il suo mondo non può finire.
Se non racconta, non può accorgersi che il suo mondo è finito.
Rosa è immobile sulla sua sedia, fieramente barricata nell’unico spazio consentito al suo essere vecchia e definitivamente sola, ora che sua sorella Alma è partita. Entrare nella sua casa è come dare l’ultimo saluto a un mondo in decomposizione. È partecipare ad un funerale che lei tenta comicamente di rimandare: ricordando, aggrappandosi a un tempo che non esiste più, pronunciando sentenze ridicole e lapidarie su chiunque e su qualunque cosa le capiti a tiro, abbandonandosi a visioni mistiche e istinti profani.
Rosa ha una storia da raccontare con la sua lingua antica e forte e con il suo corpo incerto, nervoso, che non sa più rialzarsi da solo.
Una storia reale, privata, fatta di piccole cose, che fa ridere e che per questo fa male.
È il passato destinato a scomparire nella vaghezza del contemporaneo.
È l’immedesimazione di un vivo con un morto, di un corpo con un’anima.
È l’impossibilità di generare, evolvere, fiorire.
È la sfida di far entrare la forza della donna, nel corpo di un attore maschio.

Per tutte le informazioni sugli Esposti www.espostiteatro.wordpress.com

 

Rosa Nurzia

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