20 Chiavi Teatro

I percorsi che realizza 20 Chiavi non sono legati solamente alla costruzione di spettacoli, ma anche a progetti che prevedono ricerca sul campo, scrittura drammaturgica, realizzazione di materiale audiovisivo, progetti di formazione, organizzazione di Festival. A partire dalla VI edizione del 2006, 20ChiaviTeatro ha curato l’organizzazione e la direzione artistica del Festival dei centri storici della Valle Del Farfa, che vede la realizzazione di circa 30 tra performance e spettacoli che si svolgono nel periodo estivo nel reatino e che hanno visto coinvolti 5 comuni della provincia di Rieti. Inoltre, ha ideato e diretto insieme all’associazione Percorsi il Festival “Storie di lavoro” il lavoro raccontato nei luoghi di lavoro, che si svolge dal 2007 nel viterbese e che è giunto alla quarta edizione. Il festival viene realizzato in tutti i luoghi di lavoro attivi, dal frantoio alla fabbrica, dalla falegnameria alla centrale idroelettrica di Montalto di Castro coinvolgendo attori, musicisti, performer e artisti del panorama nazionale che si sono occupati nella loro attività di tematiche legate al lavoro.

Nell’ambito della produzione di spettacoli, ha vinto con “50lire” il premio Enrico Maria Salerno 2007 per la drammaturgia europea; è arrivato finalista al premio Dante Cappelletti e al premio Scenario Infanzia; ha curato la pubblicazione del libro “Sopra il cielo di San Basilio” per Sinnos editore. La pubblicazione di “Sopra il cielo di San Basilio” è risultata, per la rivista il Pepeverde, una delle migliori pubblicazioni di letteratura per ragazzi del 2008. Lo spettacolo dal titolo omonimo è andato in scena presso i teatri Torbellamonaca e Quarticciolo e presso la stagione organizzata dall’ATCL. Dal 2010 ha iniziato una collaborazione con le Biblioteche di Roma nell’ambito della promozione dello spettacolo per ragazzi “A Professò ancora co st’unità d’Italia” che è stato realizzato presso la Biblioteca Centrale ragazzi, la Biblioteca Raffaello, la Biblioteca Elsa Morante, la Biblioteca Colli Portuensi.

Per quanto riguarda la formazione, 20 Chiavi si è occupata di numerosi progetti teatrali e video sulla memoria per il municipio X, XII, l’XI, per il XV il XVI ed il XX municipio, ha vinto con il cortometraggio 330+5 il festival Unimovie di Pescara e il festival dedicato alla memoria a Torino. È responsabile di un laboratorio teatrale per adulti presso l’Arci provinciale di Viterbo e presso il CLT della Thyssen Krupp di Terni. Ha inoltre partecipato come docente al corso di formazione realizzato con il FSE presso Formart di Salerno sotto la direzione di Ruggero Cappuccio. Ha coordinato inoltre il progetto Culture a confronto con la FITEL nazionale svolgendo laboratori e spettacoli in Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania e Marche.

20ChiaviTeatro partecipa a Sciapò con lo spettacolo LADYOSCAR

LADYOSCAR
uno spettacolo della COMPAGNIA 20 CHIAVI TEATRO

Regia Ferdinando Vaselli
Con Alessia Berardi e Riccardo Floris
Drammaturgia Ferdinando Vaselli
Musiche Sebastiano Forte

SINOSSI | Un luogo fuori dalla città. Ai margini. Intorno erbacce e terra, terra ed erbacce. Sopra volano gli aerei. Atterrano e partono davanti a loro. Coso e Cosa stanno a guardare. Sono fidanzati i due. Sono tossici di coca. Sono evidentemente due loser, due perdenti. Tentano di muoversi, di scappare via ma sono bloccati. Stanno aspettando lo spacciatore. Stanno quasi aspettando di vivere. Ma non hanno nessuna voglia di decidere. O nessuna forza. Ragazzi ingabbiati che conoscono solo il consumo, come i manifestanti di Londra che rompono vetrine per prendere le Nike, l’Iphone, che gridano la loro rabbia sorda, ottusa, disperata per un oggetto. Un prodotto del mercato globale. Come la cocaina, collante della loro relazione, ma anche metafora del tempo presente. Una droga fatta apposta per una società dove prevale il singolo che urla, che scalcia, che si fa largo a forza di gomitate, una società regolata solo dal profitto o perlomeno dall’illusione del possedere. Una droga per essere dentro e non per stare fuori. Prima la coca era la droga dei ricchi. Adesso è di tutti. La prende il muratore, la prende l’avvocato, la prende l’immigrato, la prende il politico, il giudice, il cassiere del supermercato, il dottore e l’infermiere, il ladro e il poliziotto, il professore e l’allievo . La coca non ha colore politico. La coca è democratica.
NOTE DI REGIA | Un paio di anni fa un lavoro sulle interviste legate al quartiere, fatte in collaborazione con il teatro Quarticciolo, mi aveva portato a raccontare la periferia romana nel presente. Una racconto difficile perché pieno di infinite differenziazioni in cui l’identità del quartiere , della borgata si perde, in cui le identità si trasformano, si sovrappongono fino quasi a confondersi. Un luogo quasi indistinto, ma che è e rimane ai margini. In uno di questi luoghi Coso e Cosa guardano passare gli aerei. Aerei low cost, come quelli della RyanAir, che loro potrebbero prendere ma non hanno la forza e forse la volontà di farlo. Guardano un altrove ma sembrano fare di tutto per non attraversarlo, neppure inseguirlo. Il lavoro parte dall’ascolto di storie di tossicodipendenza di adolescenti e giovani. Attraverso la collaborazione di ASL e Associazioni sono state raccolte testimonianze e realizzate interviste. Il lavoro parte da queste suggestioni. Ma non ha nessuna volontà di assumere una funzione didattico-educativa. La cocaina diventa una metafora per raccontare il presente, per raccontare una serie di generazioni che non riescono a crescere, che non riescono e forse non vogliono trovare una propria collocazione nella società. Al centro dello spettacolo c’è il lavoro dell’attore, con una riscrittura continua che parte dalle interviste ed arriva alle improvvisazioni. Il centro è il rapporto tra i personaggi.

ladyoscar

Per tutte le informazioni sulla compagnia www.ventichiaviteatro.it

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